
NUOVI MAESTRI ALLA METROPOLITAN
"Nuovi Maestri", una panoramica sulle tendenze del momento all'interno di una dimensione in cui l'ispirazione artistica più tradizionale si sposa con i prodigi e con le meraviglie della tecnologia, am anche con un più tradizionale artigianato, verso frontiere dell'espressione ora semplici, ora articolate e complesse. Dal computer al pennello e viceversa, in un'interazione che si fa, nel mondo dell'arte, sempre più diffusa. Le opere esposte spaziano infatti dal digitale, alla pittura, alla fotografia e al video.
Lo scopo della mostra, del resto - come sottolineano gli organizzatoiri - è proprio quello di proporre sul territorio salentino diverse ricerche artistiche contemporane fra le più valide presenti oggi in Italia.
Gli artisti che partecipano allìesposizione sono: Angelo Deboni, Giuseppe Cascella, Valerio Babbo, Maurizio Panza, Linus, Mirella Murrone, Mariapia Malerba, Giovanni Ingrassia, Massimo Greco e Massimo Falsaci.
Angelo De Boni: i profili temporali della Next-Art
"……ecco l'occasione di un salto nel tempo, di una riflessione artistico-concettuale da cui essere avvolti……………per entrare nel campo sinergetico del messaggio in bianco e nero dell'ultima evoluzione del movimento artistico della Next-Art, firmato dallo stesso Angelo De Boni: un'arte che in maniera sempre più sintetica ed essenziale, trasmetta un'emozione vissuta in un tempo "x" riproponendola in un angolo concentrato del personale spazio pittorico dell'autore, laddove si dispieghi da un centro vivo, bruciante e propulsore, la scia temporale ci ciò che viene dopo, next, "prossimamente"vicino al passato che arde, ma trascolorato in ciò che ne deriva. Sono tele dal fondo bianco, quasi accecante, gli spazi emotivi e di pensiero su cui muove l'arte di Angelo De Boni e in cui compare sospeso, ad aprirsi un varco nel tempo dell'oggi, il messaggio artistico dell'autore, isolato in un punto predestinato del quadro e fatto di legno, pietre, garze e colore. Materiali vivi, ognuno con una propria soggettività espressiva, a realizzare in un "flash" il concetto del vivere un certo avvenimento o fatto di cronaca, come la tragedia dell'11 settembre, il delitto di Cogne o il sempre-verde fenomeno della prostituzione, avendolo filtrato attraverso l'io dell'artista, che ne deduce creativamente il trasfigurarsi nel tempo non meno che nell'opinione comune, nella storia delle persone in quanto umanità. Minimi e minimali gli oggetti-soggetti compositivi, in cui ricorre il contrapporsi di un solo ed unico elemento nero a un "bianco" dispiegarsi di una moltitudine di voci, candide, rarefatte, in cui la memoria sembra esserne la guida, il filo conduttore che ne dissemina i resti, gli effetti, le sbiadite e pallide conseguenze. Un centro che brucia di nera esplosione, come un cuore in preda al vivo istante del dolore, e le lacrime, i pensieri, i bianchi ricordi che da esso prendono corpo, abitando in silenzioso rispetto lo spazio del tempo.
Viola Lilith Russi (Corriere dell'Arte - Torino)