
Non è stato difficile trovare Giuseppe Cascella, il maestro salernitano del Presepio, perchè è un uomo aperto, di grande spiritualità, in nessun modo dedito al business, ma tutto proiettato alla comunicazione su di un tema che egli sente dal dentro come una vocazione, la stessa che lo lega fortemente al santo di oggi, Padre Pio. Un uomo che ha il fuoco della fede dentro di sè e che si prodigacon la semplicità canonica di chi sa costruire quasi dal nulla, che non disperamai, che vede il bello ovunque. Si aggira tra i materiali, tutti quelli che la natura fornisce, illuminandoli di intimo significato, di francescana memoria, di esaltazione non corporale, come se ciascuno di essi avesse qualcosa da raccontare: la sapienza del tempo, la cura e la pazienza dell' "ora et labora", la mobilitazione di ogni risorsa interna, la risonanza dei colori nella compilazione e magia con la quale sa avvolgere lo spettatore. Trasmette messaggi in tutte le dimensioni dal colossal alla miniatura e lo fa animando tutto quello che lo circonda ed anche l'interlocutore che con lui parla di presepio. Una vita spesa, tra l'affetto degli amici con i quali lavora tutto intento a dimostrare che si può fare bene anche con poco perchè il poco è tanto se lo si rende messagero delle aspirazioni dell'anima, che è la semplicità con la quale egli sa creare un'aura e rendere viva un'atmosfera, ben al di là dell'aria natalizia che noi siamo soliti respirare una volta all'anno. Per Cascellaè sempre Natale perchè egli inventa e costruisci tutto l'anno presepi forse anche imprimendo l'anima e i ritmi delle stagioni che a Dicembre non sarebbero presenti nel loro fluire. Imprimere dunque un rinnovamento continuo, una genesi perpetua di colori e di calore che abbraccia l'umanità. Un messaggio più ampio proprio di chi idealizza e coglie l'essenza della comunicazione. Trovi il divino e la natura in forma imprescendibile perchè la natura è la prova che Dio esiste. Costruire a più piani, in altezza in una gioioca festa di luci che danno chiarore, ombre e penombre ai sentieri, alle cascate d'acqua di cui senti l'armonioso suono che si mescola ai palpiti dell'ambiente circostante. Affiora una creatività che sorpassa l'immaginario per fluire in una essenza religiosa fatta di umiltà e di tenerezza. Ne cogli la freschezza tutta impressa in un colpo d'occhio che ti fa sentire diverso e più genuino. Cascella coglie nel segno perchè, dopo tutto, il suo è un mondo di "misericordia" cui concorrono i suoi amici che gareggiano per procurare materiali che non disdegnano la presenza di alcuni segni tecnologici, che anzi li recepisce come opera della umana invenzione. C'è in Cascella la consapevolezza dell'arte che egli coltiva, come usa dire, "senza prezzo" oppure con un prezzo che non può essere definito. Il prezzo, in verità, è la soddisfazione di poter comunicare i propri sentimenti portatori di un mondo antico che egli vuole che continui ad esistere. Fantasia e passione, spirito e carne nell'immagineche contempli e rivivi. Passato e presente nel fluire del tempo in cui il futuro è una carezza sul passato e un interrogativo sul presente. Un mondo nuovo che egli ipotizza nei suoi presepi dove prevalgono sempre l'ottimismo e la speranza. Una speranza coinvolgente che ti avvince e ti lega.